Capitolo 5: Il destino eccelso dei fedeli

Insegnamenti dei presidenti della Chiesa: Lorenzo Snow, 2011


“È un grande piacere parlarvi delle cose eccelse che Dio propone di conferire ai Suoi figli e figlie e che noi otterremo se saremo fedeli”.

Dalla vita di Lorenzo Snow

Nella primavera del 1840 Lorenzo Snow era a Nauvoo, nell’Illinois, e si preparava a partire per svolgere una missione in Inghilterra. Visitò la casa del suo amico Henry G. Sherwood e chiese al fratello Sherwood di spiegare un passo delle Scritture. “Mentre ascoltavo con attenzione la sua spiegazione”, raccontò in seguito il presidente Snow, “lo Spirito del Signore scese possentemente su di me, gli occhi della mia comprensione furono aperti ed io vidi con la chiarezza del sole a mezzogiorno, con meraviglia e stupore, le vie di Dio e dell’uomo. Composi i due versi seguenti che descrivono la rivelazione così come mi fu data…

‘Come l’uomo ora è, Dio era un tempo;
Come Dio ora è, l’uomo può diventare’.1

Sentendo di aver ricevuto “una sacra comunicazione” che doveva custodire con cura, Lorenzo Snow non insegnò la dottrina pubblicamente finché non seppe che era stata insegnata dal profeta Joseph Smith.2 Quando venne a sapere che la dottrina era di dominio pubblico, ne rese spesso testimonianza.

Oltre a fare di questo principio un argomento di molti dei suoi sermoni, egli lo adottò come tema della sua vita. Suo figlio LeRoi disse: “Questa verità rivelata colpì Lorenzo Snow più di tutto il resto; entrò così profondamente nella sua anima che divenne l’ispirazione della sua vita e gli diede un’ampia visione del suo grandioso futuro e della possente missione e opera della Chiesa”.3 Fu la sua “luce e guida costante” e “una stella brillante e illuminante che stava davanti a lui tutto il tempo — nel suo cuore, nella sua anima e in tutto il suo essere”.4

In questo capitolo il presidente Snow insegna la dottrina secondo la quale noi possiamo diventare come il nostro Padre Celeste. Nel capitolo 6 ci dà dei consigli pratici su come possiamo applicare questa dottrina alla nostra vita.

Insegnamenti di Lorenzo Snow

Poiché abbiamo la divinità in noi, possiamo diventare come il nostro Padre in cielo.

Siamo nati a immagine di Dio nostro Padre, Egli ci ha generati a Sua somiglianza. C’è la natura della divinità nella composizione del nostro progetto spirituale. Alla nostra nascita spirituale nostro Padre ci ha trasmesso le capacità, i poteri e le facoltà che Egli stesso possedeva, come un figlio nel seno di sua madre possiede, seppure in uno stato non sviluppato, le facoltà, i poteri e i sentimenti dei suoi genitori.5

Io credo che noi siamo i figli e le figlie di Dio e che Egli ci ha concesso la possibilità di avere un’infinita sapienza e conoscenza, perché ci ha dato una parte di Se stesso. Ci è stato detto che siamo stati fatti a Sua immagine e vediamo che c’è una caratteristica di immortalità nell’anima dell’uomo. C’è un organismo spirituale all’interno di questo tabernacolo [il corpo fisico] e questo organismo spirituale ha in sé la divinità, anche se forse a uno stato infantile; ma ha in sé la capacità di migliorare e avanzare, come un bambino che riceve il sostentamento da sua madre. Per quanto il neonato possa essere molto ignorante, ha tuttavia in sé un potenziale che gli consente di potersi innalzare, passando attraverso le varie prove della fanciullezza fino alla maturità, a una superiorità che è perfettamente meravigliosa, se confrontata con la sua ignoranza infantile.6

In noi abbiamo la divinità, in noi abbiamo l’immortalità; il nostro organismo spirituale è immortale, non può essere distrutto, non può essere annientato. Vivremo da tutta l’eternità a tutta l’eternità.7

È un grande piacere parlarvi delle cose eccelse che Dio propone di conferire ai Suoi figli e figlie, e che noi otterremo se saremo fedeli… Il nostro viaggio lungo questo sentiero di Esaltazione ci condurrà alla pienezza di nostro Signore Gesù Cristo, a stare alla presenza di nostro Padre, a ricevere della Sua pienezza, ad avere il piacere di aumentare nella nostra posterità mondi senza fine, di godere della compagnia piacevole delle persone con cui siamo stati in questa vita, di avere i nostri figli e figlie, marito e moglie circondati da tutta la gioia che il cielo può concedere, i nostri corpi glorificati come il Salvatore, liberi dalle malattie e da tutti i mali della vita, e liberi dalla delusione e dall’oppressione e dai sacrifici spiacevoli che stiamo facendo qui.8

Attraverso un corso continuo di progressione il nostro Padre Celeste ha ricevuto Esaltazione e gloria ed Egli ci indica lo stesso cammino e, dal momento che è rivestito di potere, autorità e gloria, Egli dice: “Venite ed entrate in possesso della stessa gloria e della stessa felicità che Io possiedo”.9

Il popolo di Dio è prezioso ai Suoi occhi; il Suo amore per il Suo popolo durerà per sempre e, nel Suo potere e nella Sua forza e nel Suo amore, esso trionferà e uscirà più che vittorioso. Si tratta dei Suoi figli, fatti a Sua immagine e destinati, grazie all’obbedienza alle Sue leggi, a diventare come Lui…

Questo è il sommo destino dei figli di Dio, coloro che sono vittoriosi, che sono obbedienti ai Suoi comandamenti, che purificano se stessi come Egli è puro. Essi sono destinati a diventare come Lui, Lo vedranno come Egli è, guarderanno il Suo volto e regneranno con Lui nella Sua gloria, divenendo come Lui in ogni particolare10 [vedere il suggerimento 1 a pagina 93].

Le Scritture ci insegnano il nostro potenziale divino.

Il Signore ha posto dinanzi a noi degli incentivi sublimi. Nelle rivelazioni che Dio ci ha dato, troviamo ciò che una persona può raggiungere percorrendo questo sentiero di conoscenza e facendosi guidare dallo Spirito di Dio. Non ero in questa Chiesa da molto quando mi fu mostrato chiaramente che cosa può raggiungere l’uomo grazie alla continua obbedienza al vangelo del Figlio di Dio. Tale conoscenza è stata continuamente come una stella dinanzi a me e mi ha portato ad essere meticoloso nel cercare di fare ciò che era giusto e accettevole a Dio… Dopo tutta l’istruzione che abbiamo avuto sulle cose che riguardano i mondi celesti, sembra che vi siano dei Santi degli Ultimi Giorni che sono talmente soddisfatti per il semplice fatto di sapere che l’opera è vera, che quando parlate con loro del nostro grandioso futuro sembrano sorpresi, e pensano che ciò non abbia particolarmente a che fare con loro. Giovanni il Rivelatore, nel terzo capitolo della sua prima epistola, dice:

“Ora siam figliuoli di Dio”. [1 Giovanni 3:2]…

E prosegue:

“E non è ancora reso manifesto quel che saremo. Sappiamo che quand’egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com’egli è.

E chiunque ha questa speranza in lui, si purifica com’esso è puro” [vedere 1 Giovanni 3:2–3]…

Lo Spirito di Dio ci ha comunicato che vi sono principi solidi e solenni in espressioni di questo tipo. Paolo, parlando ai Filippesi, suggerì che coltivassero un’ambizione piuttosto strana per le persone di questo tempo, per quanto non sia così per i Santi degli Ultimi Giorni, specialmente per coloro che non si accontentano di essere come dei bambini riguardo alle cose di Dio. Egli dice:

“Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato in Cristo Gesù;

il quale, essendo in forma di Dio non riputò rapina l’essere uguale a Dio” [Filippesi 2:5–6]…

Questo è ciò che insegnò Paolo, ed egli comprendeva ciò di cui stava parlando. Egli fu rapito fino al terzo cielo e udì parole ineffabili che non era lecito all’uomo di proferire [vedere 2 Corinzi 12:1–7]… Sarebbe sbagliato per noi chiedere alle persone di coltivare un’ambizione di questo tipo? C’è una serie di detti nella Bibbia, in particolare nel Nuovo Testamento, che suonano strani alle persone che non possiedono lo Spirito del Signore.

“Chi vince erediterà queste cose” [Apocalisse 21:7].

Che genere di espressione è questa? Chi ci crede? Se un padre dovesse dire a suo figlio: “Figlio mio, sii fedele e segui i miei consigli, e quando sarà il momento erediterai tutto ciò che io possiedo”, avrebbe qualche significato oppure no? Se il padre ha detto la verità, quel figlio avrà qualcosa che lo incoraggerà ad essere fedele. Gesù voleva ingannarci quando utilizzò quest’espressione? Vi assicuro che non vi è inganno nel linguaggio. Egli intendeva precisamente ciò che disse. E ancora Gesù disse:

“A chi vince io darò di seder meco sul mio trono, come anch’io ho vinto e mi son posto a sedere col Padre mio sul suo trono” [Apocalisse 3:21].

Queste sono parole stupende. C’è del vero in esse? È tutto vero. È il Signore Onnipotente che le ha pronunciate. Nelle Scritture ci viene detto dall’apostolo Paolo:

“Noi sappiamo infatti che se questa tenda ch’è la nostra dimora terrena viene disfatta, noi abbiamo da Dio un edificio, una casa non fatta da mano d’uomo, eterna, nei cieli” [2 Corinzi 5:1].

Io ci credo. E quando Gesù dice che “trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria” [Filippesi 3:21], credo anche a questo. I Santi degli Ultimi Giorni credono nelle cose di cui sto parlando? Voi dovete certamente crederci. E ancora:

“Poiché colui che accetta i miei servitori, accetta me;

E colui che accetta me, accetta mio Padre;

E colui che accetta mio Padre, riceve il regno di mio Padre; perciò, tutto quello che mio Padre ha gli sarà dato” [DeA 84:36–38].

Qualcuno riesce a pensare a qualcosa in più che si potrebbe dare? Paolo comprese queste cose molto bene, poiché disse: “Proseguo il corso verso la mèta per ottenere il premio della superna vocazione di Dio in Cristo Gesù” [vedere Filippesi 3:14].

Nelle osservazioni che ho fatto possiamo vedere qualcosa riguardo alla natura di questa nobile chiamata in Cristo Gesù…

Io non so quanti tra i presenti abbiano una reale conoscenza di queste cose nel loro cuore. Se l’avete, vi dirò quali effetti avrà. Come affermò Giovanni:

“Chiunque ha questa speranza in lui, si purifica com’esso è puro” [vedere 1 Giovanni 3:3]…

Dio ha indicato i risultati di questo viaggio lungo la via che conduce alla gloria e all’Esaltazione e le promesse sono vere. Il Signore sapeva precisamente che cosa poteva fare. Sapeva con quale materiale doveva operare e conosceva esattamente ciò di cui parlava. Se facciamo la parte che ci ha assegnato e manteniamo il nostro secondo stato, saremo certi di realizzare queste promesse in ogni particolare, e più di quanto voi ed io possiamo comprendere11 [vedere il suggerimento 2 a pagina 93].

Quando ricordiamo le benedizioni che il Signore ha preparato per noi, troviamo gioia negli affanni e nelle contrarietà della vita.

Non c’è Santo degli Ultimi Giorni a portata della mia voce che non abbia il potenziale di levarsi il mattino della prima risurrezione ed essere glorificato, esaltato alla presenza di Dio, con il privilegio di parlare con nostro Padre come noi parliamo con il nostro padre terreno.12

Dinanzi agli uomini non potrebbero essere poste prospettive più gloriose di quelle poste davanti ai santi. Nessun essere terreno desidera nulla di più grande o che alla fine si dimostrerà di maggior soddisfazione. Tutto ciò che concerne la perfetta pace, felicità, gloria ed Esaltazione è posto dinanzi ai Santi degli Ultimi Giorni. Dovremmo gioire del significato di questa prospettiva e tenerla sempre a mente. Non dovremmo lasciare che le nostre speranze siano minimamente oscurate facendo ciò che non è accettabile dinanzi al Signore.13

Le mie speranze riguardo alla vita futura sono supremamente grandi e gloriose, e io cerco di tenerle sempre a mente; e questo è il privilegio e il dovere di ogni Santo degli Ultimi Giorni.14

Non tutti comprendiamo pienamente le benedizioni e i privilegi che sono preparati per noi nel Vangelo. Non comprendiamo pienamente e non abbiamo davanti ai nostri occhi le cose che ci aspettano nei mondi eterni, né le cose che ci aspettano in questa vita e che hanno lo scopo di promuovere la nostra pace e felicità, e di rispondere ai desideri del nostro cuore…

Spesso, nella moltitudine degli affanni che ci circondano, ce ne dimentichiamo e queste cose non sono più dinanzi a noi, e non comprendiamo che il Vangelo ha lo scopo, per sua natura, di conferirci quelle cose che ci porteranno gloria, onore ed Esaltazione, che ci porteranno felicità, pace e gloria. Noi siamo inclini a scordare queste cose quando siamo presi dagli affanni e dalle contrarietà della vita, e non comprendiamo che è un nostro privilegio e che il Signore ci ha reso possibile seguire quel Vangelo tramite il quale possiamo avere continuamente la pace in noi…

Qual è il motivo per lamentarsi? Qual è il motivo per cui i santi hanno il volto triste? Qual è il motivo di tanto pianto e insoddisfazione? Non c’è nessun motivo, ma dinanzi a noi è posta la vita o la morte; nostri sono i principati e i poteri, se continuiamo a essere fedeli, la tristezza e l’esilio, se non osserviamo il Vangelo.

Che cosa possiamo desiderare di più di quanto non sia compreso nella nostra religione? Se rimarremo saldi sulla roccia e seguiremo lo Spirito che è stato posto nel nostro seno, noi agiremo bene in base al nostro dovere, agiremo bene nei confronti di chi ci è stato affidato, agiremo bene sia nella luce che nelle tenebre.

Dov’è l’uomo che metterà da parte e getterà via queste prospettive incluse nel Vangelo che abbiamo ricevuto? In esso c’è soddisfazione, c’è gioia, c’è stabilità, c’è qualcosa su cui poggiano i nostri piedi, c’è un fondamento sicuro su cui costruire e su cui produrre ciò che ci è richiesto.15

Non permettiamo mai che le nostre prospettive si affievoliscano; facciamo sì che brillino dinanzi a noi giorno e notte, e vi assicuro che se lo faremo, la nostra crescita di giorno in giorno e di anno in anno sarà meravigliosa.16

Tutti aspiriamo alla gloria celeste, e la grandiosità delle prospettive che ci sono poste dinanzi non possono essere espresse dal linguaggio umano. Se continuerete fedelmente a compiere l’opera in cui siete impegnati, raggiungerete questa gloria, e gioirete per sempre alla presenza di Dio e dell’Agnello. È qualcosa per cui vale la pena sforzarsi, per cui vale la pena sacrificarsi, e benedetto è l’uomo o la donna che è fedele fino ad ottenerla17 [vedere il suggerimento 3 a pagina 93].

Suggerimenti per lo studio e l’insegnamento

Quando studiate il capitolo o vi preparate a insegnare, riflettete sulle idee seguenti. Per avere ulteriori spunti, vedere le pagine v–vii.

  1. 1.

    Il presidente Lorenzo Snow spesso insegnava che siamo figli di Dio (pagine 86–88). Come può questa verità influenzare il modo in cui percepite voi stessi e gli altri? Come possiamo aiutare i bambini e i giovani a ricordare che sono figli di Dio?

  2. 2.

    Quali sono i vostri pensieri riguardo ai versetti che il presidente Snow ha citato per insegnare il nostro potenziale divino? (Vedere le pagine 88–91).

  3. 3.

    Leggete la sezione che inizia a pagina 91. In che modo gli “affanni e le contrarietà della vita” ci portano a dimenticare le benedizioni eterne del Vangelo? Che cosa possiamo fare per far “brillare” il nostro potenziale dinanzi a noi e “tenerlo sempre a mente”? In che modo ricordare il nostro destino può influire sul modo in cui viviamo?

  4. 4.

    In base a quanto studiato in questo capitolo, che cosa avete imparato sul Padre Celeste? Che cosa avete imparato sul vostro destino di figli di Dio?

Ulteriori versetti di riferimento: Romani 8:16–17; 1 Corinzi 2:9–10; Alma 5:15–16; Moroni 7:48; DeA 58:3–4; 78:17–22; 132:19–24

Sussidi per l’insegnamento: “Porta testimonianza ogni qualvolta lo Spirito ti spinge a farlo, non soltanto alla fine di ogni lezione. Offri ai tuoi allievi delle occasioni di portare la loro testimonianza” (Insegnare: non c’è chiamata più grande, 45).

“È un grande piacere parlarvi delle cose eccelse che Dio propone di conferire ai Suoi figli e figlie”.

Studiando le Scritture, veniamo a conoscere la nostra natura divina.

Nelle sue epistole, l’apostolo Paolo rende testimonianza del nostro potenziale di divenire come il Padre Celeste e Gesù Cristo.

Mostra riferimenti

    Note

  1.   1.

    In Eliza R. Snow Smith, Biography and Family Record of Lorenzo Snow (1884), 46; vedere anche “The Grand Destiny of Man”, Deseret Evening News, 20 luglio 1901, 22.

  2.   2.

    Vedere Biography and Family Record of Lorenzo Snow, 46–47; “Glory Awaiting the Saints”, Deseret Semi-Weekly News, 30 ottobre 1894, 1.

  3.   3.

    LeRoi C. Snow, “Devotion to a Divine Inspiration”, Improvement Era, giugno 1919, 656.

  4.   4.

    LeRoi C. Snow, “Devotion to a Divine Inspiration”, 661.

  5.   5.

    Deseret News, 24 gennaio 1872, 597.

  6.   6.

    Conference Report, aprile 1898, 63.

  7.   7.

    In “Anniversary Exercises”, Deseret Evening News, 7 aprile 1899, 10.

  8.   8.

    Millennial Star, 24 agosto 1899, 530.

  9.   9.

    Deseret News, 21 ottobre 1857, 259.

  10.   10.

    Deseret Semi-Weekly News, 4 ottobre 1898, 1.

  11.   11.

    “Glory Awaiting the Saints”, 1.

  12.   12.

    Conference Report, ottobre 1900, 4.

  13.   13.

    Conference Report, ottobre 1898, 3.

  14.   14.

    Conference Report, ottobre 1900, 4.

  15.   15.

    Deseret News, 21 ottobre 1857, 259.

  16.   16.

    Conference Report, aprile 1899, 2.

  17.   17.

    In “Prest. Snow to Relief Societies”, Deseret Evening News, 9 luglio 1901, 1.