2004
In allerta
Febbraio 2004


In allerta

Un pomeriggio del giugno 1996, mentre stavo seduto nella mia auto della polizia a controllare i limiti di velocità, sentii alla radio che era in corso una disputa tra un negoziante e alcuni clienti. Due poliziotti novelli erano stati mandati al negozio. Poiché non avevo rilevato eccessi di velocità, decisi di guidare fino al negozio per offrire aiuto. Sentii di dover percorrere una strada poco frequentata.

Poco dopo sentii alla radio che il primo poliziotto a giungere sul luogo fu Ben. Ero preoccupato perché lui era nuovo e aveva poca esperienza.

Mentre procedevo sulla strada secondaria, fu riportato alla radio che i clienti del negozio erano ubriachi e volevano alzare le mani. Fui un po’ più sollevato nel sapere che un secondo poliziotto, Rocky, era arrivato sul posto. Lui aveva un po’ più di esperienza.

Poi fu comunicato che quattro dei clienti erano appena partiti su una piccola macchina blu. Sempre diretto al negozio, sentii la trasmissione di un altro distretto di polizia che descriveva l’automobile e i suoi occupanti e richiedeva l’intervento di altri poliziotti per cercarla. Alla radio si sentì la voce di Rocky che indicava dove era stata vista passare l’automobile l’ultima volta.

Poco dopo vidi la macchina in questione sfrecciare davanti a me. Mi si fermò il cuore quando fui avvisato che un poliziotto era stato assalito. Immaginai che si trattasse di Ben, l’agente con poca esperienza che era arrivato per primo sul posto.

Feci velocemente inversione e cominciai a seguire la macchina, che poi si accostò come se stesse aspettando per farmi passare. Convinto che le persone che erano in macchina avessero appena assalito un poliziotto, seguii delle tattiche diverse da quelle che avrei adottato in un altro momento, mentre allora ero stato messo in allerta. Accesi le luci di emergenza e mi fermai a una certa distanza dietro a quel veicolo. Dopo aver informato l’operatore che avevo fermato l’auto, estrassi la mia pistola e rimasi in attesa. Circa un minuto dopo Rocky arrivò in mio aiuto.

Iniziammo a far scendere ogni persona dalla macchina, una alla volta. Rocky le intervistò tutte. Nel frattempo arrivò il nostro sergente con un poliziotto che aveva già smontato dal servizio, che si venne a sapere era stato assalito solo verbalmente da due uomini dell’automobile blu. Ben non si era fatto alcun male ed era ancora al negozio per fare domande ai testimoni.

I quattro uomini furono arrestati. Nella loro automobile c’era un fucile semiautomatico e diverse scatole di cartucce. In seguito scoprimmo che il fucile era stato modificato per funzionare come un mitra. Scoprimmo anche che uno degli uomini arrestati faceva parte di una banda con una lunga storia di violenza, specialmente nei confronti della polizia.

Dopo aver fatto i nostri rapporti, parlammo dell’accaduto e io raccontai gli eventi così come li ricordavo. Dissi agli altri di aver sentito che le persone nella macchina blu avevano assalito un poliziotto. Nella stanza vi fu silenzio per un attimo, poi il sergente disse che nessuno, su nessuna frequenza radio, aveva parlato di un poliziotto assalito. Mi guardai intorno, tutti furono d’accordo nell’affermare che non era stata data una notizia simile. Dissi loro di averlo decisamente sentito.

Alla fine giunsi alla conclusione che lo Spirito Santo mi aveva parlato in modo tale che lo avrei ascoltato in un momento tanto difficile. Se non avessi sentito la notizia di un poliziotto ferito, avrei potuto essere meno cauto, rischiando così di perdere la vita.

Sono profondamente grato per la voce d’ispirazione che quel giorno mi mise in guardia.

Joel Fairfield è membro del Primo Rione di Stevensville, Palo di Stevensville (Montana).