2004
In conclusione
Maggio 2004


In conclusione

Possano le nostre testimonianze dei grandi principi alla base di quest’opera… risplendere nella nostra vita e nelle nostre azioni.

Fratelli e sorelle, abbiamo quasi finito. Al termine di questa storica conferenza, tornano alla mente le parole dell’inno immortale di Rudyard Kipling:

Ogni tumulto e grido muor,

duci e soldati se ne van,

resta il contrito ed umil cuor

come olocausto a Te, Sovran.

Resta con noi, non ci lasciar,

che presto l’uomo può scordar.

(«Tu degli eserciti Signor», Inni [1975: Prima edizione], n. 49).

Nel tornare alle nostre case, possiamo noi portare lo spirito di questa grande riunione. Possa ciò che abbiamo sentito e provato rimanere con noi sotto forma durevole di amore e pace, un atteggiamento penitente e la risoluzione di essere migliori alla luce splendente del Vangelo.

Possano le nostre testimonianze dei grandi principi alla base di quest’opera, che sono stati spiegati ancor più chiaramente, risplendere nella nostra vita e nelle nostre azioni.

Possa uno spirito di amore, pace, apprezzamento reciproco, crescere nelle nostre case. Possiamo noi prosperare nel nostro lavoro e divenire più generosi nel dare. Possiamo noi rivolgerci verso gli altri con amicizia e rispetto.

Le nostre preghiere possano diventare espressioni di gratitudine a Colui che elargisce ogni bene, e di amore per il Redentore.

Ora, miei fratelli e sorelle, con rammarico desidero per un momento parlare di una questione personale. Alcuni di voi avranno notato l’assenza della sorella Hinckley. Per la prima volta in quarantasei anni, da quando divenni Autorità generale, ella non è presente alla conferenza generale. All’inizio di quest’anno eravamo in Africa per dedicare il Tempio di Accra, nel Ghana. Poi abbiamo preso un aereo per Sal, un’arida isola dell’Atlantico, dove abbiamo incontrato i membri del ramo locale. Poi in volo fino a St. Thomas, un’isola dei Caraibi. Anche lì abbiamo incontrato alcuni dei nostri fedeli. Durante il viaggio verso casa, lei ha avuto un collasso dovuto alla stanchezza. Da allora non è stata bene. Adesso ha 92 anni, è un po’ più giovane di me. Credo che l’orologio si stia fermando, e non sappiamo come ricaricarlo.

È un momento serio per me. Questo mese saremo sposati da sessantasette anni. Lei è la madre dei nostri cinque bravi e cari figli, la nonna di venticinque nipoti e di un numero sempre crescente di pronipoti. Abbiamo camminato fianco a fianco per tutti questi anni, come compagni alla pari nei momenti di tempesta e di serenità. Ella ha portato testimonianza ovunque di quest’opera, ha impartito amore, incoraggiamento e fede ovunque si sia recata. Ha ricevuto lettere di apprezzamento da donne di tutto il mondo. Noi continuiamo a sperare e a pregare per lei, ed esprimiamo dal profondo del cuore la nostra gratitudine a tutti coloro che l’hanno visitata e curata e per la vostra grande fede e le vostre preghiere in suo favore. Adesso che è il momento di tornare alle nostre case, mi sento di dire:

Fino al giorno in cui ci rivedrem

Sia il Signore a voi vicino…

Ei consoli il vostro pianto

con l’amore Suo santo…

Resti puro il vostro cuore,

sempre aperto all’amore.

Dio sia con voi fino al giorno in cui ci rivedrem.

(Vedere «Fino al giorno in cui ci rivedrem», Inni, 94).

Lasciando questa conferenza, ogni uomo, donna, bambino e ragazzo dovrebbe essere una persona migliore di quando abbiamo cominciato due giorni fa. Vi lascio la mia benedizione esprimendo il mio affetto a ognuno di voi, nel nome di Gesù Cristo. Amen.