2011
Volevo disperatamente smettere
Giugno 2011


Volevo disperatamente smettere

Come sto superando la mia dipendenza dalla pornografia.

La mia lotta con la pornografia ha avuto inizio durante la mia giovinezza, quando gli altri mi hanno proposto materiali e comportamenti inappropriati. A quel tempo il Vangelo non era una parte importante della mia vita. Sebbene la mia famiglia avesse frequentato la Chiesa durante gli anni in cui ero in Primaria, quando avevo 13 o 14 anni smettemmo del tutto di andarci. Il risultato fu che, quando prendevo le mie decisioni, gli insegnamenti del Vangelo non svolgevano un ruolo veramente importante.

Non mi ha mai sfiorato l’idea di dire ai miei genitori a quale genere di vicini e cosiddetti amici mi stavano presentando. Ero troppo imbarazzato per parlare di quello che avevo visto e sperimentato. Non avevo idea di come gestire la cosa. Per decenni a seguire la mia dipendenza dalla pornografia sarebbe rimasto il mio segreto.

L’influenza del Vangelo

Poco prima del diploma, avvenne ciò che sembrava un piccolo miracolo, un evento che avrebbe cambiato la direzione presa dalla mia vita. Nonostante il divario fra le mie azioni e le norme del Vangelo, una domenica mattina seguii un forte suggerimento di andare in Chiesa e pagare la decima. Quando arrivai in cappella chiesi delle persone che conoscevo. Uno dei nomi che dissi era quello del presidente dei Giovani Uomini che avevo quando ero un diacono, l’ultima volta che ero andato in Chiesa. Adesso stava servendo come vescovo del rione.

Quel buon vescovo mi aiutò a tornare in Chiesa. Confessai i miei peccati ed egli lavorò con me per stabilire un piano di progresso. Nell’arco di alcuni mesi mi pentii. Avanzai nel sacerdozio. Avevo un incarico. Stavo andando così bene, infatti, che fui chiamato a svolgere una missione e per diversi anni riuscii a controllare la mia dipendenza.

Catturato nella rete

Quando tornai a casa dalla missione, non lottai con la pornografia; non vi avevo semplicemente accesso. Le cose cambiarono alla fine degli anni ’90, quando Internet si diffuse sempre più. Mi imbattei accidentalmente in alcune immagini pornografiche on line e durante i mesi successivi visitai i siti pornografici continuamente. La rete mi aveva intrappolato.

Volevo rivolgermi a qualcuno per ricevere aiuto, ma non ero sicuro di chi—o di come. Come potevo parlarne ai miei genitori? Come potevo ammettere al mio vescovo che, anche se avevo fatto così tanti progressi, io non riuscivo a smettere di comportarmi in maniera così immorale? Volevo disperatamente smettere, ma ero troppo imbarazzato dalla mia debolezza di confidare in chiunque, così mi tenni tutto dentro.

Non lo dissi neanche a mia moglie, che sposai nel 2000. Volevo dirle della mia battaglia quando ci stavamo frequentando, ma mi terrorizzava l’idea che mi giudicasse o, ancora peggio, che rifiutasse di sposarmi. Così ho mentito. E ho continuato a farlo durante il nostro matrimonio. Mi ritrovai a essere subdolo per evitare di essere scoperto. Nascondevo le immagini sul mio computer. Quando mia moglie mi chiedeva di particolari collegamenti Internet, negavo pur sapendo a cosa si riferisse. Le dipendenze sono così; esse creano grandi bugiardi. Sapevo che ciò stava incrinando il nostro matrimonio e che le stava causando molto dolore, ma non volevo ammettere di avere un problema. Quello che mi interessava maggiormente non era il mio comportamento, ma il modo in cui la gente mi vedeva.

La mia doppia vita—e la conseguente perdita dello Spirito—mi rese vulnerabile a peccati sempre più gravi, inclusa l’infedeltà. Mia moglie aveva la forte impressione che qualcosa non andava e me ne parlò. Con grande rimorso, ammisi ciò che avevo fatto.

Quello fu il mio momento peggiore, il momento in cui capii che dovevo cambiare. Seduta di fronte a me c’era la donna che amavo. Lei amava me. L’avevo tradita. Decisi di fare tutto quello che serviva per salvare la nostra relazione e la nostra famiglia.

Guarigione

Iniziai a incontrarmi con il vescovo regolarmente per intraprendere il processo di pentimento e l’azione disciplinare della Chiesa. Mi ha raccomandato di frequentare le riunioni del programma di recupero dalle dipendenze offerto dagli LDS Family Services. Non avevo mai sentito parlare del programma. Seppi che il gruppo teneva riunioni gratuite e riservate basate sui 12 passi degli alcolisti anonimi, adattati alla cornice delle dottrine e dei principi della Chiesa.

Confesso che durante le prime riunioni pensai: “Non ho bisogno di essere qui. Non ho veramente un problema con la pornografia. Posso smettere quando voglio”. Ovviamente non era così.

Incoraggiato dal mio vescovo, continuai a parteciparvi. Il mio orgoglio cominciò a svanire, e io iniziai a lavorare ai passi del programma: onestà, speranza, fiducia in Dio, verità, confessione, cambiamento di cuore, umiltà, ricerca del perdono, restituzione e riconciliazione, responsabilità quotidiana, rivelazione personale e servizio. Per la prima volta dopo tanto tempo, stavo vivendo una vita “sobria”, una vita senza pornografia. Il recupero non è mai veramente “finito”, ma mi è stato presentato un nuovo livello di libertà. È giunto perché quando ho partecipato ai 12 passi sono arrivato a comprendere cosa c’era dietro la mia dipendenza.

Imparai che la maggior parte delle persone che combatte le dipendenze ha intrapreso una sorta di “automedicazione” per riempire i vuoti che sente nella propria vita. Dolore, dispiacere, solitudine, paura o altri tipi di disagi possono essere la causa che può invogliare le persone a usare questa automedicazione per sentirsi meglio. Alcune persone usano i farmaci. Altre fanno uso di droga. Altre bevono alcool. Per quanto riguarda me, la pornografia mi ha offerto la “soluzione istantanea” artificiale a breve termine di cui pensavo di aver bisogno.

Sapere ciò che scatenava la mia dipendenza fu una cosa. Evitare gli ambienti che la facilitavano fu un’altra. Questa presa di posizione significa essere vigile per ventiquattro ore al giorno, sette giorni alla settimana per il resto della mia vita. Non posso collegarmi a Internet “tanto per navigare”. Infatti, se sono da solo, non mi collego affatto. Non posso guardare una pubblicità e covare propositi nella mia mente. A casa non abbiamo la TV via cavo. Quando vado al lavoro evito di prendere alcune strade perché so che lungo la via ci sono cartelloni che possono causare pensieri inappropriati. Se comincio a peggiorare e la mia mente comincia a vagare, mi rivolgo a mia moglie, al mio vescovo e alla preghiera per ricevere forza.

La mia dipendenza influisce sulle più piccole parti della mia vita, ma vale la pena prendere queste precauzioni. Non posso trascurare queste difese perché so cosa la mia dipendenza può fare a me e alle persone che amo.

Dipendenza dalla Divinità

Non importa soltanto evitare il male, comunque. Io devo compiere sforzi costanti e consapevoli per volgermi al bene. Diversi passi dei 12 del programma mi hanno aiutato a farlo portandomi più vicino a Dio.

Quando mi sveglio ogni giorno, mi inginocchio e ringrazio il Padre Celeste perché mi dà l’opportunità di pentirmi dei miei peccati e di venire a Lui attraverso l’Espiazione di Suo Figlio Gesù Cristo. Gli chiedo di farmi conoscere la Sua volontà in modo che io possa farla. Gli chiedo di guidarmi lontano dalla tentazione. Prego come se dipendessi dal Padre Celeste ogni minuto del giorno—perché è così—e porto quella preghiera nel mio cuore per tutto il giorno. Prego di nuovo ogni sera. Trascorro del tempo ogni giorno a studiare le Scritture in modo da poter concentrare i miei pensieri sulle cose virtuose. Se non faccio di queste cose un’abitudine, non ho lo Spirito nella mia vita. E lasciato a me stesso, non sono abbastanza forte per resistere alla tentazione.

Per tanto tempo ho creduto di essere in grado di superare il mio comportamento ogni volta che lo volevo, con la mia forza di volontà. Ma ho fallito miseramente. Dopo un po’ mi sono stancato di farlo da solo, specialmente quando “da solo” non stava funzionando. Mi sono reso conto che non ero in grado di fare ciò di cui avevo bisogno senza l’aiuto del Signore. Ether 12:27 mi ha aiutato a capirlo meglio. Il Signore disse a Moroni: “La mia grazia basta a tutti gli uomini che si umiliano dinanzi a me; poiché, se si umiliano dinanzi a me, ed hanno fede in me, allora farò in modo che le cose deboli divengano forti per loro”.

Una volta che andai da Lui, facendo ancora tutto ciò che potevo (vedere 2 Nefi 25:23), mi resi conto che potevo fare molto meglio e diventare molto di più con il Suo aiuto di quanto avessi mai sognato di fare confidando sui miei meriti (vedere Alma 7:14).

Io e mia moglie adesso serviamo come tutor alle riunioni di recupero dalle dipendenze. Lei ha imparato—e sta aiutando gli altri a comprendere—che l’Espiazione non è solo per coloro che stanno lavorando per superare una dipendenza, ma anche per coloro che ne sono stati colpiti non per scelta propria. Se ci rivolgiamo al Signore, la Sua grazia può operare nella vita di tutti noi.

A coloro che stanno lottando contro la dipendenza e a tutte le persone che essi amano, posso attestare che c’è speranza. C’è sempre speranza nel Vangelo di Gesù Cristo.

Fede nel Salvatore

Sono profondamente grato a Gesù Cristo perché mi ha letteralmente salvato dalle catene del peccato. Dipendere da qualcosa è come essere legati con catene che “legano i figlioli degli uomini cosicché son trascinati schiavi giù nell’eterno abisso di infelicità e di sventura” (2 Nefi 1:13). Quando mi resi conto di essere nei guai non sapevo a chi rivolgermi. Ero disperato perché non riuscivo a liberarmi dalla mia situazione da solo. Ma il Signore poteva liberarmi. Quando mi rivolsi a Lui, Egli era lì per aiutarmi.

Posso capire Ammon: “Sì, io so che non sono nulla; quanto alla mia forza, sono debole; dunque non mi vanterò di me stesso, ma mi vanterò del mio Dio, poiché nella sua forza io posso fare ogni cosa” (Alma 26:12). Io so che Dio può aiutarci a fare tutte le cose, incluso spezzare le catene della dipendenza.