2003
La piccola locomotiva che poteva
Ottobre 2003


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La piccola locomotiva che poteva

La prima volta che sentii la meravigliosa storia della «Piccola locomotiva che poteva» avevo circa dieci anni. Essendo bambino la storia suscitava il mio interesse perché i vagoni del treno erano pieni di animali di pezza, di pupazzi, coltelli a serramanico, puzzle, libri e leccornie varie. Tuttavia la locomotiva che trainava il treno su per la montagna si ruppe. La storia racconta che una grande locomotiva con vagoni passeggeri passò di lì e le fu chiesto di trainare quei vagoni su per la montagna, ma non accettò [di abbassarsi a farlo]. Passò poi un’altra locomotiva, ma non volle fermarsi ad aiutare il piccolo treno a salire la montagna perché era un treno merci. Passò anche una vecchia locomotiva che non volle prestare aiuto perché disse di essere stanca. «Non posso. Non posso. Non posso», disse.

Poi arrivò una piccola locomotiva blu e le fu chiesto di portare quei vagoni ai bambini al di là della montagna. La piccola locomotiva rispose: «Non sono molto grande e vengo usata solo per lo smistamento dei vagoni. Non sono mai stata su una montagna». Ma non voleva deludere i bambini che attendevano dall’altro lato della montagna tutti quei regali che erano sul treno. Così disse: «Credo di potercela fare. Credo di potercela fare. Credo di potercela fare». E poi agganciò il piccolo treno. «Ciuff, ciuff, ciuff, ciuff», diceva la piccola locomotiva blu. «Credo di potercela fare. Credo di potercela fare. Credo di potercela fare. Credo di potercela fare». Con questo atteggiamento la piccola locomotiva raggiunse la cima della montagna e scese dall’altra parte dicendo: «Sapevo di potercela fare. Sapevo di potercela fare. Sapevo di potercela fare. Sapevo di potercela fare. Sapevo di potercela fare. Sapevo di potercela fare».1

Prima o poi a tutti noi è richiesto di sforzarci e di fare di più di quanto pensiamo di poter fare. Come «La piccola locomotiva che poteva», dobbiamo essere sul binario giusto e sviluppare i nostri talenti. Per restare sul binario giusto dobbiamo onorare e sostenere [i nostri dirigenti del sacerdozio].

Spero che non saremo come la grande locomotiva del treno passeggeri, troppo orgogliosi per accettare i compiti che ci vengono dati. Spero che non saremo neanche come la locomotiva del treno merci, non disposta a fare uno sforzo in più per servire.

Mi auguro che possiamo tutti essere come «La piccola locomotiva che poteva». Non era molto grande. Era stata solo usata per lo smistamento dei vagoni e non aveva mai valicato una montagna, ma era volenterosa. Quella piccola locomotiva, agganciato il treno in panne, si sforzò fino alla cima e poi corse giù per la montagna dicendo: «Sapevo di potercela fare». Ognuno di noi deve scalare delle montagne che non ha mai scalato prima.

Da un discorso tenuto alla conferenza generale dell’ottobre 2002.

Note

  1. «The Little Engine That Could», narrato da Watty Piper, da Mabel C. Bragg, The Pony Engine (1930).