2006
Wilford Woodruff: Battersi per la fede
Gennaio 2006


Wilford Woodruff: Battersi per la fede

Nel battersi per il vangelo restaurato di Gesù Cristo, il presidente Woodruff insegnò principi rilevanti oggi per la nostra vita.

Il presidente Gordon B. Hinckley ci ha consigliato di «coltivare nel cuore una testimonianza viva e vibrante della restaurazione del Vangelo».1 Cercando di seguire questo consiglio possiamo apprendere molto se esaminiamo la Restaurazione attraverso gli occhi di uno dei predecessori del presidente Hinckley, ossia Wilford Woodruff (1807–1898), quarto presidente della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.

Alla ricerca della chiesa autentica

Negli anni a cavallo tra il 1820 e il 1830, Joseph Smith ebbe la Prima Visione, parlò con angeli, tradusse le tavole d’oro mediante il potere di Dio e ricevette l’autorità del sacerdozio. In uno stato vicino, un uomo giovane di nome Wilford Woodruff era alla ricerca della vera chiesa. Affermò: «Ritenevo… che la chiesa di Cristo sarebbe stata ristabilita sul pianeta e che io l’avrei vista».2

Bramoso di scoprire la verità, Wilford Woodruff partecipò a molte riunioni religiose tenute dalle sue parti. In una di queste riunioni fu accordato il permesso di parlare alle persone facenti parte della congregazione. Il giovane Wilford si alzò, sapendo che erano presenti quaranta o più ministri di varie fedi, si fece avanti nel corridoio, e disse:

«Amici miei, mi volete spiegare il motivo per cui non combattete per la fede che una volta era stata data ai santi? Volete indicarmi la ragione per cui non vi battete per quel vangelo che Gesù Cristo ha insegnato e che i Suoi apostoli hanno proclamato? Perché non lottate per quella religione che vi dà potere dinanzi a Dio, potere di guarire gli ammalati, di ridar la vista ai ciechi, di far camminare gli zoppi e che vi dà lo Spirito Santo e quei doni e quelle grazie che sono stati manifesti dalla creazione del mondo? Come mai non insegnate alla gente quei principi che gli antichi patriarchi e profeti insegnavano quando erano ispirati dalle rivelazioni di Dio? Essi ricevettero il ministero degli angeli; ebbero sogni e visioni e la rivelazione continua che li guidava e conduceva lungo il sentiero che dovevano percorrere».

La gente riunita deve essere rimasta sorpresa nell’ascoltare un linguaggio tanto audace usato da un ragazzo. Immediatamente, il ministro che presiedeva cercò di sminuire le idee presentate da Wilford Woodruff. «Mio caro giovane, saresti sulla terra una persona molto in gamba e utile, se solo non credessi a tutte quelle cose vane. Codeste cose sono state date ai figlioli degli uomini nel Medioevo… Oggi viviamo nel bagliore della gloriosa luce evangelica e non abbiamo necessità di tali cose».

Per nulla convinto dai commenti del ministro, Wilford replicò: «Allora mi riporti nel Medioevo; mi riconduca a quei tempi oscuri durante i quali gli uomini ricevettero questi principi».3

Poco tempo dopo, in una piccola scuola, l’allora ventiseienne Wilford Woodruff si fece avanti per parlare a un’altra riunione. In quest’occasione prese la parola a seguito delle testimonianze rese dagli anziani Zera Pulsipher ed Elijah Cheney, missionari della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Tempo dopo raccontò: «[L’anziano Pulsipher] lasciò del tempo a chi volesse fare dei commenti. La casa era piena. Prima che me ne rendessi conto, mi ritrovai davanti alla gente in piedi su una panca, senza sapere perché mi ero alzato. Ciò nondimeno, dissi ai miei vicini e amici: ‹Voglio che stiate attenti a quello che direte riguardo a questi uomini… e alla loro testimonianza, poiché sono servitori di Dio e ci hanno attestato la verità, ossia principi che stavo cercando sin dall’infanzia›».4 Wilford Woodruff fu battezzato e confermato due giorni dopo, il 31 dicembre 1833.

Battersi per la fede

Quando Wilford Woodruff si alzò e parlò ai ministri della sua zona, si riferì a un passo contenuto quasi alla fine del Nuovo Testamento. Ripeté l’appello di Giuda «a combattere strenuamente per la fede, che è stata una volta per sempre tramandata ai santi» (Giuda 1:3).

L’uso che Wilford Woodruff fece del passo raramente citato dimostra la sua profonda conoscenza della Bibbia, «imparat[a] versetto dopo versetto, capitolo dopo capitolo».5 L’aver pronunciato il versetto rivelò, tuttavia, non solo la sua diligenza nello studio, ma anche la determinazione nel cercare la verità. Egli sapeva che «la fede… che era stata una volta… tramandata ai santi» si era persa, pertanto si batteva fervidamente per trovarla. Una volta che la trovò l’abbracciò senza esitazione.

Avendo provato la confusione causata dalla Grande Apostasia, Wilford Woodruff gioì nell’apprendere il vero significato di «vivere nello splendore della luce del vangelo glorioso». Per lui tale luce divenne sempre più brillante man mano che nel corso della vita coltivò e rese la sua testimonianza della Restaurazione.

Insegnamenti del presidente Wilford Woodruff

Quando vediamo le immagini che ritraggono il presidente Wilford Woodruff con la fronte prominente e gli occhi penetranti, potremmo supporre che fosse un uomo freddo e austero. Attraverso lo studio della sua vita e dei suoi insegnamenti, invece, giungiamo a conoscerlo come un servitore di Dio energico, pietoso e umile, che proseguì per la propria strada gioendo, anche nei momenti difficili.6 Nel suo volto scorgeremo la sua nobiltà e forza piuttosto che l’austerità, e troveremo i suoi insegnamenti tutt’altro che sorpassati, benché abbiano più di un secolo. Di fatto, oggi essi sono tanto importanti nella nostra vita che non ci sarebbe da sorprenderci se alla prossima conferenza generale udissimo dichiarazioni simili proferite dal pulpito.

Le dichiarazioni che seguono evidenziano la testimonianza del presidente Woodruff sul vangelo restaurato. Esse sono tratte da Insegnamenti dei presidenti della Chiesa: Wilford Woodruff, che per il 2006 è il corso di studio previsto in ventiquattro lingue nelle classi del Sacerdozio di Melchisedec e della Società di Soccorso.

La restaurazione del vangelo. «Ringrazio l’Onnipotente per vivere in questo periodo della storia, nel quale le orecchie hanno udito la pienezza del vangelo di Cristo».7

«Abbiamo il privilegio di camminare nella luce, di comprendere e conoscere la verità, di sapere come essere salvati ed esaltati alla presenza del nostro Padre e Dio. Siamo nella condizione di conoscere la Sua mente e volontà grazie ai Suoi servitori e profeti. Il Signore ci ha dato insegnanti e uomini ispirati, ossia che sono illuminati dallo Spirito e dal potere di Dio; li ha rivestiti di verità e investiti di saggezza per insegnarci ad ogni momento il percorso che dovremmo seguire. Questa è una grande benedizione».8

L’espiazione di Gesù Cristo. «È stato perfettamente stabilito sopra tutte le controversie, dalle maree di testimonianze… dalle rivelazioni di Dio, date in varie dispensazioni ed epoche del mondo, e in diverse parti del globo, che lo scopo della missione di Cristo sulla terra era offrire Se stesso in sacrificio per redimere l’umanità dalla morte eterna, il che è stato fatto in perfetta armonia con la volontà del Padre riguardo alla necessità di tale immolazione. Sin dall’inizio, Egli agì in tutte le cose strettamente in obbedienza alla volontà di Suo Padre e bevve il calice amaro che Gli fu dato. In ciò sta la luce, la gloria, l’onore, l’immortalità e la vita eterna, con quella chiarezza più grande della fede o speranza, poiché l’Agnello di Dio ha compiuto per l’uomo ciò che questnon poteva compiere per se stesso».9

«Non c’è essere che abbia il potere di salvare l’anima degli uomini e di dargli la vita eterna, eccetto il Signore Gesù Cristo, che agì dietro comandamento di Suo Padre».10

Il profeta Joseph Smith. «Gioisco grandemente per quello che ho visto del fratello Joseph Smith, poiché nella sua vita pubblica e privata aveva con sé lo Spirito dell’Onnipotente e ha manifestato una grandezza di spirito che non ho mai osservato in nessun uomo».11

«Dirò che non credo che ci sia mai stato un uomo… che fosse più intimamente unito e associato con Dio il Padre, Dio il Figlio, Dio lo Spirito Santo del profeta Joseph Smith. Il potere della rivelazione era con lui dal giorno in cui fu chiamato a ricevere il sacerdozio fino al momento del martirio. Il potere dell’ispirazione fu con lui giorno dopo giorno».12

Il sacerdozio. «Quando un apostolo o un presidente, un vescovo o un qualsiasi detentore del sacerdozio officia, egli lo fa tramite l’autorità del Signore Gesù Cristo; allora quel sacerdozio ha effetto e tutte le benedizioni che un servitore dell’Altissimo conferisce ai figliuoli degli uomini avranno effetto sia in questa vita sia in quella a venire. Se ricevo una benedizione dal santo sacerdozio o la benedizione patriarcale, tali doni e benedizioni sono in forza nel mondo a venire; se nella vita sono fedele alle alleanze stipulate, posso rivendicare ogni benedizione che mi è stata conferita, dacché l’autorità mediante la quale è stata data è ordinata da Dio, ed è con essa che i figli dell’Altissimo amministrano ai figlioli degli uomini le ordinanze di vita e salvezza e tali atti ufficiali avranno effetto sulle persone oltre la tomba, come pure nella vita presente. Queste sono le vere ricchezze, che dureranno per tutta l’eternità: abbiamo il potere, grazie a queste benedizioni conferite dal Vangelo, di ricevere nuovamente il corpo e di preservare in eterno la nostra identità. Sì, possiamo rivendicare questi benefici in virtù del santo sacerdozio».13

L’osservanza dei comandamenti. «Non c’è uomo o donna che abbia mai vissuto sulla terra e tenuto fede ai comandamenti di Dio che si vergognerà di ciò quando entrerà alla presenza dell’Eccelso».14

Il dono dello Spirito Santo. «Ora, se avete con voi lo Spirito Santo—e ognuno dovrebbe averlo—vi posso dire che non c’è dono maggiore, né benedizione più grande, né testimonianza più possente data sulla terra a un uomo. Potete avere il ministero degli angeli; potete assistere a molti miracoli; potete essere testimoni di molti prodigi su questo pianeta; io, tuttavia, affermo che il dono dello Spirito Santo è il non plus ultra di quanto possa essere elargito all’uomo. È mediante questo potere che abbiamo compiuto ciò che è stato adempiuto. È questo dono che ci ha sostenuto in tutte le persecuzioni, prove e tribolazioni che si sono rovesciate su noi».15

«In tutto ciò che ho fatto nella vita, ogniqualvolta lo Spirito del Signore mi ha indicato di compiere qualcosa, ho trovato bene farlo. Sono stato preservato da tale potere… Ottenete lo spirito di rivelazione, così sarete al sicuro e farete esattamente ciò che il Signore desidera da voi».16

La vita in famiglia. «Tutti noi ci aspettiamo di vivere insieme per sempre dopo la morte. Ritengo che tutti noi, genitori e figli, dovremmo fare il massimo sforzo possibile per renderci reciprocamente felici in questa vita, affinché possiamo non avere nulla da rimpiangere».17

«È bello sapere come agire per guadagnare i sentimenti e gli affetti dei familiari, il che condurrà questi sul sentiero nel quale potranno essere salvati. Si tratta di uno studio e di un lavoro che non va trascurato dai genitori… Molte volte capita di considerare gli affari tanto urgenti da mettere in secondo piano queste cose, ma non dovrebbe essere così. Qualsiasi uomo che sia aperto di mente e che guardi all’opera davanti a noi, capirà e sentirà che la sua responsabilità verso la famiglia è molto grande, in particolare nella crescita dei figli.

Desideriamo salvare i nostri figli; vogliamo che essi ricevano tutte le benedizioni che spettano a coloro che sono santificati e che abbiano tutti i benefici dei genitori che sono stati fedeli alla pienezza del Vangelo».18

Il lavoro missionario. «In tutte le epoche, l’umanità ha ricercato la felicità; ha desiderato la pace sociale e nazionale; quando ha pensato al futuro in senso lato, ha desiderato ricevere le benedizioni promesse per lo stato esistenziale in cui si trovava, anche se non sapeva, tuttavia, come ottenerle, eccetto che un servo di Dio si sia presentato e abbia indicato la via della vita».19

«Quasi tutta la mia vita è stata trascorsa in questa chiesa e, dal tempo in cui mi sono unito ad essa, di tanto in tanto sono andato in missione e non ho mai smesso del tutto sino ad ora. Ho sempre gioito nello svolgere le missioni, e ciò vale tuttora. Non voglio che, quando morirò e il mio corpo sarà sepolto, qualcuno si alzi e sostenga che, secondo le mie possibilità, ho trascurato il mio dovere di cercare di portarlo alla salvezza. Ho sempre amato predicare il Vangelo; ho gioito nell’amministrare le ordinanze di vita e salvezza qui in patria come all’estero, poiché ho saputo che questa era l’opera di Dio, cosa che so tuttora».20

Il tempio e la genealogia. «Che cosa sono l’oro e l’argento; che cosa sono le ricchezze di questo mondo? Esse periscono tutte con l’uso; moriamo e le abbandoniamo. Se, però, otterremo la vita eterna, serbando la fede e vincendo il mondo, quando passeremo dall’altra parte del velo gioiremo. Tutto ciò mi rallegra. Non c’è quasi principio che il Signore abbia rivelato nel quale gioisca maggiormente rispetto a quello della redenzione dei morti: che nel mattino della prima risurrezione e nel regno celeste avremo con noi nell’organizzazione familiare i nostri progenitori, mogli e figli. Questi sono principi grandiosi, che valgono qualsiasi sacrificio».21

«Desideriamo che, da questo momento, i Santi degli Ultimi Giorni traccino la loro genealogia risalendo quanto più indietro possibile, e che siano suggellati ai padri e alle madri. Suggellate i figli ai genitori e portate avanti questa catena fin dove potete».22

«Ogni Santo degli Ultimi Giorni, che pensi in modo corretto su quest’argomento, prova un palpito di gioia celestiale».23

Parole di ammonimento e d’incoraggiamento

Riguardando la storia della Chiesa e contemplando il destino che l’attende, il presidente Gordon B. Hinckley ci esorta: «Siamo i beneficiari della grande restaurazione… Non possiamo permetterci di essere grossolani. Dobbiamo ergerci un po’ più in alto, essere un po’ migliori per l’eredità grandiosa che abbiamo ricevuto».24 Più di centoventi anni fa, il presidente Wilford Woodruff fece ai santi un invito simile. Le sue parole, sia di ammonimento sia d’incoraggiamento, si attagliano perfettamente a noi:

«Che sorta di uomini e donne dovremmo essere, noi che siamo chiamati a prendere parte alla grande opera degli ultimi giorni? Dovremmo essere uomini e donne di fede, valorosi, che difendono la verità come è stata rivelata e ci è stata consegnata. Dovremmo essere uomini e donne d’integrità verso Dio e il Suo santo sacerdozio, fedeli a Lui e ai nostri fratelli. Non dovremmo permettere a case e terreni, oro e argento, né a uno qualsiasi dei beni mondani di distoglierci dall’inseguire il grandioso scopo che Dio ci ha mandato a adempiere. L’obiettivo è elevato, il destino è sublime e non dovremmo mai deludere nostro Padre, né le schiere celesti che ci stanno osservando. Non dovremmo tradire le speranze dei milioni di figli di Dio che si trovano nel mondo degli spiriti, che stanno guardandoci con interesse e ansia, di cui il nostro cuore può a mala pena capacitarsi. Queste sono cose grandi e possenti che Dio ci richiede. Non saremmo degni della salvezza, né della vita eterna nel regno di Dio, se qualcosa potesse distoglierci dalla verità o dall’amore per essa».25

Aaron L. West è membro del Rione di Kaysville 2, Palo Centrale di Kaysville, Utah.

Note

  1. «Recurring Themes of President Hinckley», Ensign, giugno 2000, 21.

  2. Insegnamenti dei presidenti della Chiesa: Wilford Woodruff, XXI.

  3. Insegnamenti dei presidenti della Chiesa, 37–38; vedere anche 36.

  4. Millennial Star, 5 ottobre 1891, 627; vedere anche Insegnamenti dei presidenti della Chiesa, XX–XXI, 38–39.

  5. Insegnamenti dei presidenti della Chiesa, 36.

  6. Vedere Insegnamenti dei presidenti della Chiesa, 109, 153, 162, 218.

  7. Insegnamenti dei presidenti della Chiesa, 10.

  8. Insegnamenti dei presidenti della Chiesa, 8–9.

  9. Insegnamenti dei presidenti della Chiesa, 70–71.

  10. Insegnamenti dei presidenti della Chiesa, 75.

  11. Insegnamenti dei presidenti della Chiesa, 14–15.

  12. Insegnamenti dei presidenti della Chiesa, 16.

  13. Insegnamenti dei presidenti della Chiesa, 44.

  14. Insegnamenti dei presidenti della Chiesa, 222.

  15. Insegnamenti dei presidenti della Chiesa, 50.

  16. Insegnamenti dei presidenti della Chiesa, 53.

  17. Insegnamenti dei presidenti della Chiesa, 169.

  18. Insegnamenti dei presidenti della Chiesa, 173.

  19. Insegnamenti dei presidenti della Chiesa, 94.

  20. Insegnamenti dei presidenti della Chiesa, 97–98.

  21. Insegnamenti dei presidenti della Chiesa, 199–200.

  22. Insegnamenti dei presidenti della Chiesa, 180.

  23. Insegnamenti dei presidenti della Chiesa, 182.

  24. «Excerpts from Recent Addresses of President Gordon B. Hinckley», Ensign, marzo 1999, 72.

  25. Insegnamenti dei presidenti della Chiesa, 45.