2006
Il nostro primo Natale
Dicembre 2006


Il nostro primo Natale

Natale era alle porte ed era evidente che mia moglie ed io, allora giovani sposi, non avremmo avuto il denaro per comprarci un albero di Natale, degli addobbi, delle decorazioni o alcuna prelibatezza per il cenone.

Avevamo cominciato senza una casa, senza un lavoro e con pochissimi soldi. Tuttavia, Dio ci venne in aiuto. Trovammo un piccolo appartamento ed io cominciai a cercare un’occupazione. Non mi ero ancora laureato, perciò accettai diversi lavori come venditore. Le mie entrate erano modeste, appena sufficienti per pagare il cibo e l’affitto. Uscivo presto di casa; rientravo dopo una giornata che a volte era andata bene, a volte no. Se non era andata bene mi sentivo abbattuto, ma mia moglie, che era in dolce attesa, mi accoglieva con un sorriso. Così, le difficoltà mi sembravano meno gravose.

In Messico, celebriamo la Vigilia ancor più del giorno di Natale. Quando non ero ancora sposato, festeggiavo mangiando merluzzo e un’insalata mista con barbabietole, arance e arachidi. Quella vigilia di Natale, però, non sapevamo nemmeno con che cosa avremmo cenato. Disponevamo di poco denaro e di una cucinetta a gas alimentata da una bombola presa in prestito. Non avevamo un frigorifero, né dei mobili per il soggiorno o per la sala da pranzo, ma soltanto un piccolo tavolo di legno che mi aveva dato la nonna ed un paio di sedie regalateci da un amico.

Pensando alle nostre condizioni, mi prese un grande sconforto. Ciononostante, ricordai che Dio non ci abbandona mai; così mi feci umile come un bambino e mi rivolsi a Lui in preghiera.

La mia preghiera fu esaudita: ebbi pace nel cuore e sentii che tutto sarebbe andato bene. Aprii il baule dell’automobile e, in un angolo, trovai un piccolo pezzo di pesce secco. Mi ricordai che, alcuni mesi prima, avevo aiutato mio padre a trasportare del pesce e questo pezzo doveva essere rimasto lì. Grazie alla salatura, non era andato a male.

Lo mostrai a mia moglie e lei disse che poteva cucinarlo. Andammo a comprare dei pomodori e altri ingredienti. Lavammo il pesce e lo mettemmo a mollo per togliergli il sale.

Quella sera, alla luce di una piccola lampadina, ci sedemmo al nostro tavolino di legno grezzo e ricordammo la nascita di Gesù Cristo e come Egli fosse venuto al mondo con ancor meno di quello che avevamo noi. Gustammo la cena più deliziosa che avevamo mai mangiato e andammo a letto presto. Il mattino seguente rimanemmo a letto a guardare film di Natale. Fu una giornata molto felice. Nella povertà, lo spirito del Natale illuminò la nostra piccola dimora e ci dette speranza e coraggio.

A gennaio nacque nostra figlia, portando ancor più felicità in casa.

Molti Natali si sono susseguiti da allora e non ci mancano più le decorazioni, l’albero di Natale o il profumo del pino. Abbiamo assaporato molti squisiti cenoni a base di cibi appetitosi. Eppure, il ricordo che serbo più caro è quello del nostro primo Natale insieme. È stato il più povero in quanto alle cose materiali ma il più ricco in quanto alle cose spirituali ed eterne: soltanto noi due, la nostra piccola in arrivo, e lo spirito del Natale.