2018
Apre a Roma il “Centro amicizia” della LDS Charities per i rifugiati
Ottobre 2018


Notizie Locali

Apre a Roma il “Centro amicizia” della LDS Charities per i rifugiati

Il 16 giugno è stato inaugurato a Roma il Friendship Centre (centro amicizia) della LDS Charities, braccio umanitario della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. È il secondo centro in Europa dopo quello di Atene, aperto nel gennaio scorso.

La Prima Presidenza della Chiesa, tramite la LDS Charities, si è preoccupata sin dal 2015 di venire incontro alle esigenze dei rifugiati (incluse quelle derivanti dalla recente crisi dei migranti in Europa) rispondendo in un primo tempo ai bisogni immediati di coloro che erano in fuga dai loro paesi o vivevano in campi profughi e, successivamente, promuovendo la solidarietà attraverso progetti più a lungo termine; ciò allo scopo di migliorare la qualità della vita degli individui e favorire l’integrazione nei paesi ospiti.

Il Friendship Centre per i rifugiati di Roma è coordinato dalla coppia missionaria senior Canfield, specialisti per l’assistenza ai rifugiati Area Europa, in collaborazione con volontari membri della Chiesa e non, che desiderano donare parte del loro tempo agli altri. È aperto dal lunedì al venerdì dalle 13:30 alle 17:00 e si trova in via Napoli, 58 presso i locali messi a disposizione dalla Chiesa Episcopale di San Paolo entro le Mura, presieduta dal reverendo Austin K. Rios.

Alla cerimonia di inaugurazione, in rappresentanza della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, erano presenti l’anziano Alessandro Dini Ciacci, Settanta di area; Gilles Francois, Responsabile del Benessere dell’Area Europa; Andrea Rondinelli, presidente del Palo di Roma Est.

Tra i graditi ospiti sono intervenuti Padre Thomas Smolich, direttore del JRS International (Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati), il dottor Alberto Barbieri, coordinatore generale di Medu (Medici per i Diritti Umani) e Annika Stanley, responsabile del Centro “Joel Nafuma” per i rifugiati della locale Chiesa Episcopale. In previsione di una possibile collaborazione con le istituzioni civili, è stato fatto partecipe dell’iniziativa anche il dott. Emiliano Monteverde, assessore alle Politiche Sociali del Municipio Roma I.

“È un luogo per dare speranza e opportunità di integrazione a tutti coloro che vengono da noi” — ha dichiarato Anita Canfield — responsabile del Centro, il quale settimanalmente è frequentato da un centinaio di ospiti provenienti da paesi come Eritrea, Gambia, Costa D’Avorio, Sudan, Nigeria, Afghanistan, Somalia, Pakistan, Siria, Iran, India, Bangladesh e altri.

Il lavoro dei volontari, supportato da Mansur, un mediatore culturale che parla sette lingue, offre ai rifugiati corsi di musica; conversazioni in lingua italiana e inglese; classi di arte e disegno; classe per l’insegnamento dell’autosufficienza; e classi di preparazione e avviamento al lavoro. Il lunedì viene riservato alle donne, le quali possono apprendere nozioni di ricamo, cucito, arte culinaria, cure sanitarie e pediatriche.

“È stata scelta Roma dove realizzare un Friendship Centre — ha detto Gilles Francois, responsabile del benessere Area Europa — perché la città di Roma offre ai rifugiati che vengono in Italia, maggiori possibilità di lavoro e di integrazione”. In questa ottica il Friendship Centre offre una opportunità, per chi cerca un futuro migliore e dignitoso, di evitare i mali della povertà e della emarginazione ad essa connessa.

Un rifugiato proveniente dalla Nigeria, di nome Cris, ha definito il centro: “Magnifique”, perché in esso ha trovato persone di diverse culture con cui fare amicizia, stare insieme e provare gioia nel conoscere gli altri.

“È un luogo di rifugio — ha commentato un giovane volontario di nome Tanner — dove gli ospiti si sentono sereni e possono trovare dei veri amici che si prendono cura di loro”.

L’inaugurazione del Friendship Centre, infine, è stata allietata da un coro composto da missionari, volontari e rifugiati nonché da una esibizione di suoni di tamburi africani e, a seguire, da un variopinto rinfresco.